Sistemi di raccomandazione, potere delle piattaforme e il caso Google LLC e altri contro la Russia
Come una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, in cui la Russia è stata dichiarata colpevole, potrebbe avere un effetto indesiderato sulla tutela della libertà di espressione di fronte al potere delle piattaforme nelle democrazie liberali
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.1825-1927/25087Parole chiave:
Google LLC v Russia, Recommender Systems,, convenzione europea dei diritti umaniAbstract
L’articolo analizza l’impatto del potere delle piattaforme sulla libertà di espressione come sancita dall’articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, concentrandosi in particolare su uno degli strumenti attraverso cui il potere delle piattaforme si manifesta, i recommender systems (sistemi di raccomandazione). In seguito, volge ad analizzare un caso della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo deciso nel 2025, [Google LLC v Russia ((Application no 37027/22), ECHR-2025], il cui ragionamento alla base delle sentenza di condanna verso la Russia potrebbe dar luogo, negli stati democratici, ad un’interpretazione controproducente per la protezione della libertà di espressione dagli abusi compiuti dalle piattaforme. La contraddizione è ben individuata dalla concurring opinion del giudice Pavli, di cui l’articolo da nota.
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