L’Informazione Neurale Accessibile e la Crisi dei Principi Di Diritto Democratici

Autori

  • Alessia Del Pizzo Università Niccolò Cusano di Roma

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.1825-1927/20777

Parole chiave:

Brain-Computer Interface, Neurodati, Privacy, Neurotecnologie, Neurodiritti

Abstract

Questo studio esamina l'impatto delle neurotecnologie e delle interfacce cervello-computer (BCI) sulla comprensione e gestione delle attività cerebrali, concentrandosi sulle implicazioni giuridiche, etiche e sociali. Grazie a tecniche avanzate di neuroimaging e machine learning, è ora possibile decodificare i segnali neurali, generando neurodati con applicazioni mediche, militari e commerciali. Tuttavia, queste tecnologie sollevano preoccupazioni riguardo alla protezione dei diritti fondamentali, come la libertà di pensiero, la riservatezza e il diritto all’autodeterminazione.

L'accesso ai neurodati pone sfide in ambito forense, dove l'uso delle BCI potrebbe violare la presunzione di innocenza e il diritto al silenzio. Il lavoro analizza esempi normativi come i "neurodiritti" introdotti in Cile, proponendo la classificazione dei neurodati come dati personali sensibili e l'elaborazione di regolamenti che bilancino innovazione e tutela dei diritti.

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Pubblicato

2025-03-26

Come citare

Del Pizzo, A. (2024) «L’Informazione Neurale Accessibile e la Crisi dei Principi Di Diritto Democratici», i-lex. Bologna, Italy, 17(2), pagg. 11–22. doi: 10.6092/issn.1825-1927/20777.

Fascicolo

Sezione

Articoli