Una lettura pragmatica dei discorsi processuali

Autori

  • Giovanni Acerboni L'ink Scrittura professionale, IULM
  • Alessandro Panunzi Università degli Studi di Firenze

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.1825-1927/20765

Parole chiave:

pragmatica, principi di cooperazione e di pertinenza, sinteticità e chiarezza degli atti processuali, argomentazione degli scritti difensivi

Abstract

In questo articolo, esaminiamo l’argomentazione, la sinteticità e la chiarezza degli scritti difensivi e delle sentenze dal punto di vista della pragmatica.

L’argomentazione degli avvocati (retorica e razionale) produce la sentenza, che realizza il valore azionale degli scritti difensivi, secondo la Teoria degli atti linguistici (Austin). Il Principio di cooperazione e le massime conversazionali (Grice), e il Principio della pertinenza (Sperber e Wilson) rendono conto, invece, dei concetti di sinteticità e chiarezza.

Con tali riferimenti, abbiamo esaminato innanzitutto le sentenze che sanzionano il fallimento della sinteticità e della chiarezza (requisiti generali degli atti processuali amministrativi e civili). In secondo luogo abbiamo esaminato un campione di testi dal punto di vista della chiarezza linguistica.

Le sentenze mostrano che il fallimento della sinteticità produce la massima sanzione dell’inammissibilità a causa dell’insufficienza informativa, non della sovrabbondanza informativa, che produce al massimo la perdita o la compensazione delle spese. Al fallimento della chiarezza non corrispondono invece sanzioni, perché l’oscurità degli enunciati non è mai tale da impedire la comprensione.

Abbiamo esaminato la chiarezza degli scritti difensivi, ma anche delle sentenze, secondo i criteri illustrati dalla norma UNI 11482:2013 sulla scrittura professionale.

Poiché entrambi i tipi di testo risultano oscuri per lo stesso motivo, cioè che indulgono senza necessità in costruzioni sintattiche complesse (periodi lunghi, frequenza di incisi ecc.), i criteri della chiarezza sono invisibili ai giudici che, di conseguenza, non sanzionano l’effetto dell’oscurità, che è quello di perdere tempo a rileggere, che è ciò che l’obbligo di legge vorrebbe impedire.

Downloads

Pubblicato

2025-03-26

Come citare

Acerboni, G. e Panunzi, A. (2024) «Una lettura pragmatica dei discorsi processuali», i-lex. Bologna, Italy, 17(2), pagg. 33–41. doi: 10.6092/issn.1825-1927/20765.

Fascicolo

Sezione

Articoli