Le sfide normative del data scraping: ostacoli giuridici e passi in avanti

Autori

  • Jacopo Ciani Sciolla Università di Torino, Facoltà di Giurisprudenza

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.1825-1927/18905

Parole chiave:

Web scraping, internet, proprietà dei dati, disponibilità pubblica, UE, USA, banche dati, copyright, privacy, protezione dei dati, intelligenza artificiale, diritti umani

Abstract

La società contemporanea è caratterizzata dalla disponibilità di immense quantità di dati disponibili pubblicamente su Internet, sia nei siti web tradizionali che negli account dei social media. Il web scraping, un mezzo per estrarre automaticamente dati disponibili al pubblico attraverso strumenti tecnici, è comunemente utilizzato da aziende, ricercatori, autorità di polizia e criminali per raccogliere tali dati ed estrarne valore in diversi modi. In questo scenario, è fondamentale definire correttamente i principi e le leggi applicabili ai dati disponibili al pubblico e allo scraping stesso, al fine di definire un chiaro confine tra usi legali e illegali. La versatilità dello scraping e la miriade di casi d'uso possibili si riflettono sulla frammentazione degli strumenti giuridici applicabili nelle diverse giurisdizioni. Questa complessità impone ai giuristi di adottare un approccio olistico interdisciplinare e di valutare le implicazioni dello scraping in diversi ambiti giuridici, come la proprietà intellettuale, la protezione dei dati, il diritto privato, il diritto penale e il diritto della concorrenza.

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Pubblicato

2024-01-12

Come citare

Ciani Sciolla, J. (2023) «Le sfide normative del data scraping: ostacoli giuridici e passi in avanti», i-lex. Bologna, Italy, 16(2), pag. i-viii. doi: 10.6092/issn.1825-1927/18905.

Fascicolo

Sezione

Editoriale